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Un bicchiere d’Arte

30 Novembre 2022

Stefano Di Maulo

Monteoliveto Gallery è lieta d’invitarvi nella sua “Home”, nel cuore di Napoli, per un nuovo appuntamento con “Un bicchiere d’Arte” ! Questa settimana vi invitiamo nel nostro salotto artistico per farvi scoprire il mondo dell’artista italiano, Stefano Di Maulo.

Stefano Di Maulo, con le sue formiche, ci invita a scoprire il mondo dell’infinitamente piccolo attraverso il decuplicarsi delle dimensioni e del colore. Ci invita a uscire dalle nostre vite febbrili focalizzate sulla performance e sul consumo per prenderci il tempo per scoprire. La formica è in definitiva un veicolo per spingerci a guardare e comprendere tutto ciò che ci circonda, grande o piccolo, nella nostra vita. Le Formiche sono arrivate e portano un monito pacifico che può trasformarsi in speranza…

Monteoliveto Gallery

vi accoglie nella sua Home Gallery nel centro di Napoli.

Raggiungeteci per…Un bicchiere d’Arte!

“… D’altronde, se un giorno gli extraterrestri atterrassero sul nostro pianeta, non si sbaglierebbero. Cercherebbero senza dubbio di discutere con loro. Loro: le vere padrone della Terra.”

Bernard Werber, Les Fourmis, éd. Albin Michel, 1991

Stefano Di Maulo, con le sue formiche, ci invita a scoprire il mondo dell’infinitamente piccolo attraverso il decuplicarsi delle dimensioni e il colore. Vuole farci uscire dalle nostre vite febbrili focalizzate sulla performance e sul consumo per prenderci il tempo per scoprire. La formica è in definitiva un veicolo per spingerci a guardare e comprendere tutto ciò che ci circonda, grande o piccolo, nella nostra vita. Le Formiche sono qui e portano un monito pacifico che può trasformarsi in speranza…

Gilbert Ciervo, Curatore MG Paris

“Loro (le formiche) sono di più, infinitamente più numerose di noi. Hanno più città, occupano molte più nicchie ecologiche: vivono in zone secche, ghiacciate, calde o umide dove nessun uomo può sopravvivere. Ovunque guardiamo, ci sono formiche, erano lì cento milioni di anni prima di noi…”

Edmond Wells Encyclopédie du savoir relative et absolu,

Bernard Werber, Les Fourmis, éd. Albin Michel, 1991

Queste frasi, tratte dal romanzo di Bernard Werber presentato nel 2009 a Nizza e Napoli, la mostra personale di Stefano Di Maulo che invade i locali con le sue formiche, installazioni multicolori, per attirare l’attenzione dello spettatore su questi “mondi nascosti”, spesso ignorati, invitando le persone a riscoprirli per ammirarne la bellezza e l’autenticità.

Attraverso il suo lavoro, l’artista fa ampio uso della metafora, per presentarci meglio la sua arte, con precisi riferimenti alla natura umana e alla società moderna.

L’iniziativa è stata presentata nel 2009 a Nizza e Napoli con la presentazione di Beatrice Bregoli Orts ei testi critici di Chiara Ciappelloni e il patrocinio della Camera di Commercio Italiana di Nizza.

Chantal Lora, Directrice Monteoliveto Gallery

L’artista, il suo progetto

(estratto dal testo critico di Chiara Ciappelloni, catalogo Galleria Monteoliveto, 2009)

Stefano Di Maulo nasce a Roma nel 1958. La sua attività artistica inizia negli anni ’80 con la realizzazione di sculture in ceramica. Esaurito rapidamente l’interesse per questo tipo di ricerca, sceglie di esplorare le potenzialità di nuovi materiali e inizia a lavorare alla serie di “esperimenti formali” (…) il suo percorso poliedrico lo porterà verso la seconda metà degli anni ’90 alla modellazione delle formiche, (…) con precisi riferimenti alla natura umana e alla società moderna. Quando, nella seconda metà degli anni ’90, iniziò a realizzare i primi prototipi di formiche in fil di ferro, carta e acrilico (…) durante la loro installazione in qualsiasi luogo, sia all’interno di una stanza, una parete, un soffitto o all’esterno, può giocare con le opere creando percorsi immaginari, facendole interagire tra loro, sfruttando al massimo la leggerezza delle sue sculture, sostenute su piccole gambe fragili, per produrre effetti di movimento e animarle. (…).  Mimetizzate, fluo, multicolori, a pois, cromate, dorate, argentate, starlight, fino alle classiche monocolore, le varianti create dall’artista.  La ricerca di Di Maulo è discreta e solitaria. La coerenza del suo lavoro è libera dalle mode. Vive e lavora a Viterbo. Le sue installazioni sono state esposte in vari luoghi prestigiosi in Italia a Roma, Viterbo, Siena, Cagliari, Napoli e durante la Biennale delle Arti d’Italia, al Belvedere di San Leucio a Caserta (NA) e all’estero in Spagna a Madrid, nella Stati Uniti a Boston, in Francia a Nizza e oggi a Parigi.

Gli artisti tendono spesso a farsi portavoce di un messaggio sociale attraverso la loro arte. Creare le formiche per Stefano Di Maulo è seguire un percorso che mira ad allontanarsi da questa idea di socializzazione. (…) L’artista cerca di allertare la mente umana su ciò che esiste, ma che non vediamo, per distrazione o negligenza, attirando l’attenzione dello spettatore sulle “piccole cose” che, nella nostra vita quotidiana, sono il più delle volte, sempre più trascurato.  Le formiche diventano così uno strumento utile all’artista per invadere gli spazi e diffondere questa idea attraverso installazioni che cambiano continuamente significato, attraverso nuovi allestimenti colorati. Dietro questo paradosso, paragonare la perfetta società delle formiche alla nostra, si nasconde una provocatoria ironia. L’uomo, anche se ha subito una profonda evoluzione nel corso dei millenni, è l’unico essere vivente dotato di intelligenza e nonostante ciò va spesso contro natura, e rasenta l’autodistruzione.  Abbiamo perso il valore del tempo così come il contatto con la natura e la vita di relazione con i nostri simili. L’importanza della produzione dimauliana è quindi la volontà di avvicinare l’osservatore (vale a dire l’uomo) a un sentimento di profondo rispetto per il creato, per gli esseri più vulnerabili, che rischiano di essere calpestati come se la loro presenza non fosse percepita , perché meno visibile di ciò che invece è a portata di mano. (…)

Secondo Di Maulo, chi vede per la prima volta uno dei suoi “eserciti di sculture” traccia con il pensiero un percorso che riporta all’infanzia, quando lo spirito è puro, alla ricerca di una spontaneità resa inutile dal tempo.

Quindi a cosa si riferisce Formiche 2070#? Qual è il significato di un titolo del genere?

Secondo la stravagante teoria avanzata da Di Maulo, se gli esseri umani continueranno sempre e solo a prendere senza dare, finiranno per distruggere il loro stesso habitat e, a differenza delle formiche che, pur vivendo ai margini fanno parte di società ben organizzate, potrebbero non avere più nulla da salvare nel 2070 e persino trovarsi in una posizione di subordinazione rispetto alle formiche.  Certamente l’artista non augura all’umanità un destino così grottesco. Più semplicemente, auspica che per allora le formiche abbiano “metaforicamente” invaso se non il mondo in senso stretto, almeno le gallerie, i musei e le strade di tutto il mondo, diffondendo il loro messaggio di pace: il “formicanesimo ”.

Chiara Ciappelloni, Storica e Critica d’Arte, Fabriano (Italia)

Antologia critica

“In Di Maulo ritroviamo lo sforzo generoso di trarre dagli eventi più piccoli il punto di entrata e di uscita di cui parla il poeta Maurizio Cicchi secondo un rapporto liberatorio con il mondo. Dall’eterno limbo nasce così e si giustifica un inizio, che è ripetuto con ossessione e non porta ad alcuna trasformazione di stato, il ritorno ad un universo di “sogni ipnotici” e travestimenti che permettono di uscire da una intollerabile situazione “di purgatorio”.                           Gaetano Pampallona, ​​1984

“Attraverso la figurazione astratta della sua pittura, Stefano Di Maulo racconta una storia che appartiene a tutti noi. Le sue linee sono complicate, seguono un ritmo esasperato, diventando la sagoma di personaggi “stereotipati” che si muovono come in uno scenario dentro ‘ una struttura frenetica e densa di simboli che appartengono solo a un caos visionario.  Non c’è rigore se non nella totale anarchia degli elementi compositivi che rifiutano ciò che è statico ma dedicarsi al movimento totale”.                     Cristina Gaetano, estratto da “Scontri” 1998

“Fragile e tenace la nostra vita, come appesa a un filo eppure sempre pronta a sfidare le leggi della natura. È il viaggio di Stefano Di Stefano per esprimere il senso dell’assurdo che ci permea.”                                               Elena Cesareo, estratto da “Plotart” 2005

“Creature perfette omesse nei pensieri, volutamente realizzate eppure inesistenti, si impossessano della capacità tattile ipersensibile dell’artista che pazientemente si prepara a riprodurle per attestarne la grandezza.”                                                Stefano Elena, estratto da “Fuorigioco” 2006


Opere in Galleria